Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini

Il libro del mese

Un nome falso. Gli euro avanzati e la capsula con i dollari. Il tubetto di colla per nascondere le impronte digitali. Il borsone nero. Il giubbotto salvagente. Il pile. Le vecchie ciabatte. La bottiglia d’acqua da un litro e mezzo.

Ecco cosa è servito al giornalista Fabrizio Gatti per trasformarsi nel clandestino Bilal e raccontare il dramma sconvolgente di chi si mette in marcia dal Sud del mondo per conquistare una vita migliore al di là del Mediterraneo.

Gatti ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano i migranti. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. È sbarcato a Lampedusa. Si è fatto arrestare come immigrato senza documenti. Ha lavorato in condizioni disumane con i braccianti sfruttati nelle campagne del Sud. Ha scoperto i nomi, le alleanze e le complicità di alcuni governi che non fanno nulla contro il traffico di schiavi, anzi, ci guadagnano.

Un viaggio quasi impossibile che parte dal Centro Africa, raccontato con un linguaggio da thriller.

 

Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini di Fabrizio Gatti,
Bur,
Anno: 2018,
Pagine: 512,
Prezzo: 10,00€